Scopri la Storia dei Pattern Kioku

IPNOTICA

Viaggio come memoria, come natura, come ricerca artistica. Parte da qui, da una particolare tensione tra arte e natura, Ipnotica first edition di Kioku.

Nata da un’alchemica rilettura di memorie di viaggio catturate da una macchina fotografica, questa serie di ‘oggetti-vestiti’ racconta l’incontro inaspettato tra il Giappone e i Parchi Occidentali americani. Da questa ispirazione, dove la realtà si fonde con il sogno, prendono vita ipnotici disegni trasposti su twill di seta da antiche seterie comasche.

Il risultato, una poesia sartoriale di nove caleidoscopiche fantasie per dodici outfit, dà luogo a oltre cento diverse combinazioni e consente alla persona che lo indossa di giocare con infinite possibilità di interpretazione, senza orari, vincoli, né barriere.

L’essenzialità delle proporzioni, la purezza dei volumi, l’utilizzo di un materiale prezioso, la seta, e una lavorazione artigianale, rigorosamente italiana, costituiscono il cuore di questo progetto fatto di capi dalla linea morbida che, sottolineando le forme senza segnarle, fluttuano sul corpo, assecondandone i movimenti.

Ne emerge una silhouette naturale, sottile come un tratto di matita, in cui il nitore estetico si fonde con ipnotici labirinti di colore che riflettono di volta in volta energetici lampi luminosi o la delicatezza di un fiore che assume diverse sfumature alla luce di un’alba o di un tramonto. È il caso dei toni rosati Hanami Blossom, formata dai tappeti-mandala di petali di fiore di ciliegio, o dei cangianti riflessi verdi che esplodono in Green Heights, viaggio tra le millenarie sequoie dell’omonimo parco americano.

Così, come in una sorta esercizio di libere associazioni tornano in mente le parole di Roland Barthes quando nell’Impero dei segni scriveva: “posso prelevare in quella parte del mondo – laggiù – un certo numero di tratti e con questi farne deliberatamente un sistema”. Moderno e atemporale, al tempo stesso.

IKI

“L’iki è dunque la quintessenza della seduzione, ignora le mediocri certezze della realtà, osa mettere tra parentesi la vita reale, e mentre respira con distacco un’aria incontaminata si abbandona a un gioco autonomo”.

Kuki Shūzō, La struttura dell’Iki, 1930

Nel suo piccolo trattato sull’iki – termine giapponese difficilmente traducibile – il filosofo del Sol Levante Kuki Shūzō circumnaviga ogni accezione di questa parola sintetizzandola nell’ineffabile fascino della geisha, rivelandone le tracce nell’incedere e nei gesti, nell’acconciatura e perfino nell’abbigliamento, dove si riflette per lo più nelle vesti decorate con motivi geometrici dai toni ambrati. La nuova edizione di stampe e capi Kioku sembra dar forma a questo pensiero e, attraverso un viaggio intorno al mondo, evoca creature che esprimono una grazia innata.

L’incanto si apre con Cherry Blossom, una fantasia che, secondo un’alchemica rielaborazione fotografica che è poi la cifra stilistica di Alessandro Cidda, fondatore e designer della griffe, esplora i tappeti di petali di fiori di ciliegio che, puntuali a ogni aprile, cospargono il viale di fronte al tempio Todai-ji di Nara, antica capitale del Giappone.

Il viaggio continua poi attraverso altri otto pattern a partire da El Cap, dove si rispecchiano le rocce dello Yosemite National Park in California. Accanto ai cangianti riflessi di un elemento primario come la terra, ecco poi emergere la rarefatta eleganza dei temi animalier che hanno come protagonisti giraffe e felini incontrati nei tanti viaggi in terra africana. Semplici e al tempo stesso sofisticati, i dodici modelli che ‘popolano’ questo immaginifico itinerario danno vita a 108 indumenti da combinare liberamente sotto un unico fil rouge, la seta, declinata in due preziose lavorazioni.

Da un lato le tuniche a sacchetto, le casacche e i pantaloni dalla linea ampia in twill che, con il loro fluttuante nitore, riportano alla memoria un raffinato minimalismo. Dall’altro gli abiti-sottoveste di raso stretch che, seguendo ogni movimento del corpo, sembrano essere un inno a contemporanee divinità.